LE BANDIERINE TIBETANE
- cosedentrocasa
- 1 dic 2022
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La storia delle bandierine tibetane ha origini molto antiche e trova le sue radici in un'antica religione autoctona del Tibet, precedente il buddismo, chiamata Bon. Si narra che lo sciamano Bonpo le utilizzasse per onorare le cerimonie. Il loro vero nome è Lung-Ta, dove la parola Lung significa vento e Ta cavallo. Questi vessilli mossi dal vento, diffondono le loro preghiere nell'aria e la tradizione vuole che il cavallo
disegnato al centro esaudisca i desideri e porti con sé tre doni: il Buddha, il Dharma (l'insegnamento buddista) e il Sanga (la grande comunità buddista).
I colori delle bandierine sono cinque e rappresentano gli elementi della natura, ordinati da destra a sinistra a partire dal Giallo (terra), Verde (acqua), Rosso (fuoco), Bianco (aria) e Blu (cielo, spazio). In ogni vessillo sono stampati 400 mantra e alcune preghiere che servono ad evocare amore, saggezza, compassione, forza, rappresentati a loro volta dalle Quattro Dignità raffigurate negli angoli: il Garuda, il Drago, la Tigre e il Leopardo delle nevi.
Le bandiere non contengono preghiere per gli dei, i tibetani credono che i mantra sparsi dal vento, portino beneficio a tutti gli esseri viventi. Quando il vento passa sulla superficie delle bandiere, l'aria si purifica e viene resa sacra. Le preghiere diventano parte del creato, mentre le immagine sbiadiscono a causa dell'esposizione agli elementi. Proprio come la vita va avanti e viene rimpiazzata da nuova vita, i tibetani rinnovano le loro speranze per il mondo continuando ad appendere nuove bandiere di fianco a quelle vecchie.
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